Il Secolo 21

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La realtà dietro le immagini: la campagna elettorale in Liguria.

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Continua la campagna  elettorale dei candidati alla presidenza della Regione Liguria. I nostri futuri rappresentanti sono impegnati in questi giorni a percorrere in lungo e largo il territorio regionale, ascoltando i problemi dei cittadini elettori e promettendo soluzioni ed interessamenti.

Luca, precario, guarda il porto di Genova dalle impalcature. Dinegro.

Entrambi hanno adottato le nuove tecnologie per aggregare i consensi, sfruttando la comunicazione attraverso il web per veicolare i contenuti delle loro proposte. Dopo uno studio dei manifesti elettorali, pubblicato per il Secolo 21 nelle scorse puntate, in questo articolo verrà esaminata la piattaforma multimediale dell’attuale presidente Burlando alla luce dell’attività svolta durante il suo mandato.

Continuando il discorso effettuato tramite i manifesti elettorali, l’attuale governatore lascia il posto in prima pagina ai protagonisti delle storie rappresentative delle tematiche sulle quali si è focalizzata l’attenzione del centrosinistra ligure: lavoro, ricerca,  scuola, assistenza agli anziani, pendolari e incentivi per la casa. Come recita l’introduzione alla pagina delle storie:” Perché dietro alle scuole tenute aperte, ai finanziamenti agli affitti, agli incentivi per le assunzioni ci sono tante facce e tanti nomi di liguri: quelli di Clara, Alice, Luca, Luigi, Mario e Paola.”

I volti che guardano i genovesi camminare per strada hanno acquistato sul web una dimensione, Clara vive nell’entroterra ed è contenta perché la Regione non ha fatto chiudere la sua scuola, Alice ha chiesto un contributo all’affitto e oggi ha una piccola casa, Luca quando ha perso il lavoro ha capito che flessibilità e precarietà sono la stessa cosa, Luigi ha perso la voglia di prendere il treno sino a che qualcosa si è mosso e adesso pensa di essere sul binario giusto, Mario, il nonno, ha navigato tutta la vita e adesso attraverso il fondo per la non autosufficienza può rimanere a casa curato dalla sua famiglia, e infine Paola, un cervello tornato a casa perché adesso è possibile fare ricerca seriamente anche in Liguria.

Un target sorprendentemente soddisfatto dalle politiche pubbliche della Regione Liguria. La sopresa peraltro non discende dalla loro soddisfazione, ma dalla possibilità di essere soddisfatti della propria vita in questa regione ed in questo paese. Tale comunicazione elettorale punta evidentemente a sottolineare i fattori di efficacia attraverso i quali la regione segue le problematiche sociali.

Ma che rapporto esiste fra questa lista di storie rassicuranti e la realtà? Cosa pensano i genovesi di queste rivelazioni pre elettorali? In che modo l’alta percentuale di astensionismo alle elezioni regionali può essere controbilanciata da una campagna che stimola nuovamente l’elettore a riporre fiducia nel mandato elettorale?

Ma su che binario era?

Due sono i cunei attraverso i quali propongo di interpretare la comunicazione elettorale del centro sinistra: pendolari e ricerca. Per un Luigi che pensa di essere sul binario giusto c’è una folla sempre meno informe di pendolari che vive quotidianamente la vessazione del disservizio sulla propria pelle. Solo nell’ultimo mese, mi viene segnalato, una pendolare qualunque, della tratta su Genova, ha dovuto portare almeno 4 giustificazioni sul lavoro per ingressi in ritardo causati da treni fuori orario con più di 30 minuti. Certamente questa persona, non era sullo stesso binario di Luigi. E nemmeno tutti i liguri che in questi anni hanno subito un degrado costante del servizio ed una diminuzione palese dei convogli che transitano per la nostra regione in termini di treni e carrozze. Nel 2008 sono stati soppressi 2272 treni (esclusi quelli non effettuati per sciopero e manutenzione che, se contati, porterebbero la cifra a 3385). Nel 2009, fino a settembre, i treni soppressi erano 1873 (2043 compresi i soppressi per sciopero e manutenzione linee). Per non parlare poi di orario. Argomento sul quale Trenitalia è quantomeno molto discreta nella trasparenza sui dati. Come conferma infatti Sonia Zarino, portavoce del comitato pendolari liguri,:” Anche se si è sempre cercato un rapporto costruttivo di collaborazione, con Trenitalia, anche a livello propositivo, da parte loro c’è sempre stato un muro di gomma. A mio parere invece chi fornisce un servizio dovrebbe avere a cuore la soddisfazione del cliente. Sottolineo anche che nel contratto di servizio valido sino al 2014 e rinnovabile per altri sei anni, è previsto che i dati passati da Trenitalia alla Regione siano considerati come riservati e quindi non divulgabili. ”

D’altronde il pendolare, in attesa di accordi di stampo politico/aziendale, programma gli spostamenti in anticipo, incamerando, nella tempistica strategica di movimento, le perenni disfunzioni di un servizio pubblico la cui gestione risulta storicamente inappropriata e le cui ricadute gravitano tutte sul cittadino.

Sul versante ricerca poi, la situazione parimenti tragica, verrà approfondita nell prossime puntate, basti però tener presente che: a fronte della rosea constatazione di Paola, tornata in Liguria per svolgere ricerca seriamente, circa 300 precari storici del settore ( IST e Gaslini) aspettano da decenni, la stabilizzazione della loro condizione contrattuale. E Burlando conosce questa situazione. Dal 2006. Attualmente, vista la crisi, questi precari sono stati costretti, per lavorare, ad  un contratto che prevede una decurtazione del 30% del salario, ( lo stipendio base corrisponde a 1000 euro), ad accettare la riduzione da un anno a tre mesi del contratto e a firmare una clausola contrattuale che prevede, nel caso di mancanza di liquidità al termine del contratto, la rinuncia allo stipendio.

Invece di valorizzare i cervelli coraggiosi che restano in Italia a fare ricerca in condizioni oscene, si preferisce gettare il fumo negli occhi agli elettori, rassicurandoli sulle prospettive occupazionali di un settore strategico, ma lasciato, nella realtà, allo sbando.

Quali che saranno a Marzo le scelte dell’elettorato ligure, la situazione post elettorale presenterà come sempre il conto agli amministratori, augurandosi anche questa volta che il buon senso e la politica del fare abbiano la meglio durante il prossimo mandato. Con somma umiltà nei confronti dell’elettorato.

Per approfondimenti vedi anche:

Per uno studio dei manifesti elettorali.

Regionali. Laura Paleari:” La vera cura efficace non può prescindere dalla ricerca”


Riflessione estemporanea:"Viviamo nel migliore dei mondi possibili." (Genova 2010)

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5 Risposte

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  1. Tutto vero, ma la Regione non è che non ha fatto nulla..
    A mio modo di vedere ha fatto quel che era nelle sue possibilità di fare.
    Trenitalia sta prendendo in giro i pendolari di tutta Italia con l’aiuto del Governo che parla di “ALTA VELOCITA'” come la svolta ..del traffico nazionale, mentre abbandona alla gestione locale il traffico pendolare quotidiano, su cui si fonda l’economia nazionale.
    La Regione ha dato soldi a Trenitalia per partecipare alle spese dei nuovi convogli,dove sono finiti?? Trenitalia li ha usati per altri scopi…
    I ricercatori Ist e Gaslini li conosco bene e hanno tutta la mia solidarietà, ma per loro il problema è complesso, da un lato la regione fa leggi per la stabilizzazione, dall’altra Brunetta le boccia…perchè la politica del Governo è quella di non stabilizzare, ma di ELIMINARE il precario, con leggi capestro che vanno anche ad incidere sul federalismo così sbandierato dalla Lega, e allora dove va a finire l’autonomia delle regioni??
    Biasotti, può criticare…ma non potrà fare nulla di diverso!!!
    Attenzione…non facciamoci illudere dalla campagna elettorale…spot…Andiamo a cercare a fondo nei problemi e nelle cause…e nella politica nazionale che mette i paletti e taglia le risorse!!

    angela

    febbraio 26, 2010 at 10:28 am

    • Grazie del tuo commento Angela,
      a mio parere però non è che il Governo punta sulla politica di ELIMINAZIONE del precario. Anche perché in molti settori è il precariato che porta avanti la baracca.
      Il Governo punta invece a mantenerlo il precariato e il resto delle forze politiche mi sembrano non abbiano proprio il polso della situazione in materia.
      Sindacati, forze di sinistra, chi ha fatto qualcosa per la generazione dei precari? Gente di 40 anni e più o giovani appena laureati che conoscono solo lavoro nero. L’economia sommersa e il precariato sono alla base dell’economia italiana, lo sfruttamento degli stranieri è da leggere in quest’ottica. Vorrei in ultimo fosse chiaro che le responsabilità sono comuni e non solo del governo attuale.

      ilsecolo21

      febbraio 26, 2010 at 11:11 am

  2. anch’io vorrei postare un commento riguardo la parte dedicata alla ricerca. d’accordo con quello che dice angela, vorrei aggiungere che il discorso sul 30% in meno sullo stipendio, il contratto trimestrale e la possibilità di non essere pagato non è colpa nè degli Istituti IST e Gaslini nè della Regione ma riguarda un gruppo (nutrito: una 20ina) di precari pagati da un’associazione privata: l’Associazione Neuroblastoma, che considerando i soldi del 5×1000 che non sono arrivati ha speso più di quanto permettessero le risorse dell’ente. quindi qui si tratta di:
    una cattiva gestione dell’ente che ricade sui lavoratori precari
    di una cattiva gestione dello Stato che delega enti privati e la carità dei contribuenti a coprire i costi del personale precario della ricerca
    di una cattivissima gestione del 5×1000 che è aleatoria, il cui rinnovo è legato ogni anno a legge nazionale e i cui rimborsi sono in ritardo generalmente di due anni.
    la Regione in questo caso non c’entra niente. è la politica nazionale che non investe in ricerca e nella stabilità lavorativa dei ricercatori, bocciando o limitando le leggi regionali che cercano di ridare fiato alle assunzioni. negli ultimi tre anni le leggi regionali liguri hanno permesso l’assunzione di 60 unità nel comparto al Gaslini e circa 12 all’IST. e qui si potrebbe parlare della responsabilità delle amministrazioni degli istituti che frenano una vera stabilizzazione per tutto il personale precario. adesso la LR 12/09 permetterebbe di assumere i dirigenti precari ma è legata all’accettazione delle figure da parte del ministero della salute.
    vedremo che succederà a breve.
    federico

    federico bottini

    febbraio 26, 2010 at 11:21 am

  3. il mio dissenso nasce dall’impossiblità che ho avuto per comunicare con i candidati e per fare eventuali proposte per lo sviluppo del nostro settore.ho utilizzato le parole che loro stessi hanno adoperato per evidenziare la scarsa efficacia di questi spot elettorali,che costano molto e rendono poco,e come sempre servono soltanto a tenere vive nella memoria le immagini di persone che non conosciamo,e che difficilmente riusciranno ad avere il consenso dell’elettorato che a sua volta non si sente riconosciuto.

    occhiuto giuseppe

    febbraio 28, 2010 at 9:13 pm

    • Caro presidente Burlando e caro presidente Biasotti siamo in piena campagna elettorale e la città è letteralmente tapezzata dalle vostre immagini e dai messaggi che volete comunicare al corpo elettorale utilizzando montagne di parole attentamente studiate per attrarre l’attenzione dei potenziali elettori.Da attento osservatore ho notato che sono state utilizzate come un arma molto potente per centrare il bersaglio che è l’immagginario collettivo,in tutte le sue differenze e in tutte le sue esigenze è importantante però trovare parole per tutti.
      Abbiamo visto che sono state utilizzate parole per il merito,la fiducia,la solidarietà,il lavoro.
      Parole di centro, di destra,e di sinistra.
      Parole per chi si identifica nei migliori.
      Parole per chi guarda al futuro senza dimenticare il presente e il passato.
      Parole per i giovani,i bambini,e gli anziani.
      Parole indirizzate soltanto ai ricchi,oppure ai poveri perchè il ceto medio non cè più.
      Parole per lo sviluppo,l’innovazione e la tecnologia.
      Parole per la scuola,la ricerca e perfino per gli asili nido.
      Parole per le bocciofile,i disoccupati e i cassintegrati.
      Giustamente parole per molti ma non per tutti perchè cari amici anche questa volta nell’infinita lista di soggetti citati mancano i mercati,neanche una parolina piccolissima per la salvaguardia e lo sviluppo di questo grande patrimonio umano,sociale,culturale ed economico che rappresentano questi luoghi di aggregazione sociale che settimanalmente animano trentasei quartieri della città,luoghi molto importanti anche per voi perchè durante le campagne elettorali vi consentono di avere quel contatto con il territorio che nessuna associazione sarebbe in grado di fornirvi.
      Martedì 2 marzo dalle ore 15.00 alle 19.00 presso la sala dell’auditorium al matitone ci sarà un importante convegno,dove tracceremo le linee guida per lo sviluppo e il rilancio dei mercati e presenteremo il nostro programma articolato in cinque punti fondamentali a tutti gli ambulanti che parteciperanno e anche noi ci serviremo di tre parole per comunicare e che anche voi potreste utilizzare speranza,coraggio e buona volontà strumenti indispensabili per affrontare la vita quotidiana.
      Speriamo e crediamo che in voi ci sia il coraggio e la volontà per parlare,affrontare e risolvere anche i problemi della nostra grande categoria.

      Giuseppe Occhiuto AVAL (ASS.VENDITORI AMBULANTI LIGURI)

      ilsecolo21

      marzo 1, 2010 at 8:17 am


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