Il Secolo 21

Approfondimenti, interviste, voci. Per non perdere la bussola.

I lavoratori del Carlo Infelice e i precari della ricerca.

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Queste sono le voci dei lavoratori del Carlo Infelice e dei ricercatori precari dell’Università, che riuniti ieri sera a De Ferrari, (figurati la crisi che sodalizi crea, teatro e ricerca) hanno alzato la testa per protestare contro lo stato impressionante di abbandono nel quale sono entrambi lasciati dalle istituzioni. Ai primi è stato detto, dal non è vero che è tirchio Garrone, che devono limitari i propri privilegi, i secondi invece vivono grazie alla raccolta di fondi nelle piazze, alle offerte dei cittadini e senza un degno finanziamento pubblico.

Situazione ottimale insomma. Perché l’Italia è uscita dalla crisi.
Le voci sono state raccolte a caldo.

Margherita Monti, ricercatrice presso la facoltà di Ingegneria.

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Written by Il Secolo21

ottobre 6, 2010 at 1:49 pm

Che succede ai nostri ragazzi? Di Vincenzo Andraous.

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La prova di maturità consiste nello spruzzare materiale infiammabile su un braccio del ragazzo e con l’accendino dargli fuoco, finendo direttamente all’ospedale per le bruciature, se non per il coma etilico in agguato.

La prova di virilità è nella violenza perpetrata sulla donna, sulla ragazza, a volte poco più che bambina.
In entrambi i casi il risultato è devastante, vittima e carnefice con la vita

Le botte i bulli di oggi i bulli di ieri. Ma che cos'è il bullismo se non il riflesso della violenza di questa società nelle mani degli adolescenti?

depredata della sua dignità, e senza rispetto la vita rimane spesso spezzata ancor prima di nascere.
Comportamenti autolesionistici o violenti, abituano al colpo secco, alla carne lacerata, ma disabituano alla relazione, sono la scopiazzatura di una prassi ormai consolidata nella cartellonistica adulta, inducono a nascondere il disagio, a mimetizzare fenomeni ripetuti che diventano dato esponenziale.
Ma cosa spinge un giovanissimo a farsi del male in questa maniera, quale la molla a diventare l’infame protagonista del dolore altrui? Leggi il seguito di questo post »

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ottobre 5, 2010 at 1:02 pm

La scuola italiana fra integrazione e interazione. Di Simohamed Kaabour

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Ventidue anni fa, mio padre decise di cercar fortuna in Europa. Capitò in Italia declinando la Francia come paese di approdo perché in quegli anni, la fine degli anni Ottanta, il «bel paese» era celebre per la sua accoglienza. Lì riprese il suo vecchio mestiere e decise di attuare un ricongiungimento familiare. Noi arrivammo a Genova all’inizio degli anni novanta, quando «lo straniero» godeva ancora di quella sua aria esotica e misteriosa. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 27, 2010 at 7:45 am

Qualcosa si muove nel PD di Genova? Aprite questa porta.

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Via XX settembre, il futuro, il bancone e il presente.

Strano ma vero, qualcosa è successo, sembra qualcosa abbia attecchito. Il PD ha organizzato un evento sul precariato: Aprite questa porta. A Torino, Bergamo, Milano, Roma e Padova.

A Genova, i più si guardavano perplessi, fra la fretta tutta  pendolare per tornare a casa e uno sguardo al banco dell’ortofrutta allestito in Via XX settembre sotto l’arco monumentale. Poi, ad un’occhiata un poco più cauta, sopra il banco della frutta lo stemma del partito che si vorrebbe riformista, che si dice riformista e che riformista non è. Un’idea partita dal Lab8 e da Oltre: giovani quadri nel partito che non vuole i giovani.

Sulla frutta esposta i saldi del mercato per i precari, lavoratori autonomi e donne lavoratrici. Una soluzione che aiuti a sostenere la flessibilità per quella che è: un nuovo paradigma del mondo del lavoro:

Reddito sociale e innalzamento dei contributi previdenziali a prescindere dai periodi d’inattività. Redistribuzione della ricchezza in tre parole. La strada inevitabilmente passa per questa direzione.

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settembre 21, 2010 at 1:31 pm

Che fine hanno fatto le nostre pensioni? Intervista a Filippo Taddei.

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Filippo Taddei esperto di macroeconomia, economia finanziaria e finanza internazionale.

Economista bolognese, Filippo Taddei ha recentemente spiegato sulle righe dell’Espresso perché in Italia esiste una generazione senza pensione: gli under 35. Oggi sul Secolo 21 Taddei continua ad affrontare l’argomento, proponendo differenti stimoli di riflessione per quei giovani il cui presente è tanto incerto quanto il futuro tragicamente inesorabile.

Questi giovani che condividono il destino al quale il paese è rivolto. Contratti atipici, sempre più diffusi e normalità per la maggioranza, contributi versati e non, innalzamento dell’età pensionistica.

La voce è circolata e si è diffusa, ormai è ufficiale: nessuno prenderà la pensione. Ma come è potuto succedere? E soprattutto dove sono i responsabili?

La parola all’esperto..

Esiste in Italia una generazione senza pensione e come si è arrivati a questa situazione?

Dire che le giovani generazioni di oggi non avranno una pensione è sbagliato. Il problema è nel livello di pensione che percepiranno, ed è drammatico. Chi comincia a lavorare oggi guarda ai propri genitori per farsi un’idea del livello della pensione che riceverà e non ci potrebbe essere errore più grande.

Un lavoratore che va in pensione nel 2008 a 63 anni, dopo una carriera di 35 anni da dipendente privato, riceve in pensione poco meno del 70% dell’ultimo stipendio, contro il solo 50% che riceverebbe se andasse in pensione nel 2040. A parità di carriera lavorativa naturalmente. Queste sono stime della Ragioneria Generale dello Stato, numeri che tutti possono controllare.
Bisogna però ricordare che queste sono valutazioni ottimistiche: tra le giovani generazioni è difficile trovare qualcuno che, assunto con un contratto a tempo indeterminato a 28 anni, potrà vantare una carriera che permetta di arrivare a 63 anni con ben 35 anni di contributi.

Se poi si volesse fare il confronto sulle pensioni dei lavoratori autonomi, la differenza sarebbe ancora più drammatica:

si passerebbe da una pensione eguale al 68% dell’ultimo stipendio nel 2008 ad una che ne supera di poco il 30% nel 2040. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 20, 2010 at 6:30 am

“Odio la Genova merdosa e raccomandata”. Intervista a Enrico Musso.

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Enrico Musso, professore di economia e politico. Visto da Enrico Sanna.

Il Secolo 21 intervista il Senatore PDL Enrico Musso: politica italiana e genovese, la disaffezione dei cittadini a entrambe, il movimento di Beppe Grillo, il ruolo del potere, la corruzione, le società segrete e le loro trame. Fuori dai riflettori, senza la fretta dell’informazione stereotipata, una riflessione sull’Italia del ventunesimo secolo, uno squarcio su Genova, immobile e sfuocata immagine di una Superba ormai sempre più ai margini della storia.

Nell’opinione pubblica è trasversalmente sempre più diffusa, come dimostrano i voti raccolti dal movimento 5 stelle, la consapevolezza che il mondo della politica, la casta, sia un male a prescindere. Che opinione ha di questo nuovo soggetto politico?

Quanto al movimento “Cinque Stelle”: sicuramente positivo il fatto che
sia in grado di riattivare e rimotivare la parte più sana dell’elettorato, quelli che hanno ancora voglia di interessarsi della cosa pubblica e del bene comune. Talvolta ho però sentito un po’ di pressapochismo, e talvolta veri e propri errori, o informazioni sbagliate, nelle parole di alcuni loro animatori. E poi c’è talvolta un  errore di fondo: un movimento che si proponga di rinnovare la politica non dovrebbe pensare di “sostituirsi” alla democrazia rappresentativa attraverso velleitari tentativi di democrazia diretta, ma piuttosto innalzare la qualità dei rappresentanti. In ogni caso, ben vengano tutti i movimenti che si oppongono al disinteresse per la politica e che puntano a riavvicinare il cittadino alla res publica e all’interesse della comunità. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 14, 2010 at 8:24 am

Contestazione a Bonanni: violenza precaria ed etica del lavoro.

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Bonanni, segretario CISL.

La violenza non piace a nessuno, a parte i sadici. Nessuno gradirebbe diventare l’obbiettivo di una contestazione verbale e tantomeno di aggressione mezzo fumogeni, mentre dal palco del partito che vorrebbe essere l’alternativa al potere pidiellino, ci si accinge a dibattere sulle prospettive del mondo del lavoro italiano. Il Bonanni, segretario generale CISL è stato aggredito, contestato e fatto scappare prima del suo intervento. Alcune considerazioni in merito sembrano doverose, più alla luce delle dichiarazioni rilasciate in seguito che alla contestazione in quanto tale. Per gli esuberi umani della produzione o per un giovane, precario, flessibile, lucidamente ai margini di un paese sull’orlo del baratro, infatti, i motivi della contestazione possono risultare alquanto evidenti e sono quindi le reazioni verbali a questo attacco che dovrebbero stimolare una profonda riflessione. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 10, 2010 at 9:07 am