Il Secolo 21

Approfondimenti, interviste, voci. Per non perdere la bussola.

Posts Tagged ‘Genova

I falsi miti sull’immigrazione. Di Giacomo Solano

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Il tema dell’immigrazione connesso a quello della sicurezza è divenuto ormai una questione fondamentale del dibattito pubblico. Sotto questo profilo gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dal dilagare della paura verso l’altro e ciò è avvenuto soprattutto in relazione al presunto rapporto fra immigrazione clandestina e aumento della criminalità.

Bisogna, a questo punto, mettere in evidenza come tutto scaturisca dalla violazione del divieto, ingiustificato, di emigrare che porta quindi alla clandestinità e a tutti i rischi che ne conseguono. Inoltre molti italiani sono spaventati dall’attribuzione ai migranti di privilegi e benefici legati all’assistenza del cittadino da parte dello Stato: essi temono che ciò accentui la riduzione dei benefici che essi godono. Ma descrivere gli immigrati come coloro che ci “rubano” il lavoro e ci rendono più difficoltoso l’accesso ai servizi è dare una visione distorta, tendenziosa  e perfino razzista della realtà.

Obiezione è quando dico: questo non mi va bene. Resistenza è quando rendo sicuro che ciò che non mi piace non succederà più. Ulriche Meinhof. Foto di Alejandra Daglio

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Written by Il Secolo21

maggio 31, 2010 at 9:20 am

L’ora di stupefacenti: per una nuova pragmatica scolastica. Di Carlos Rafael Esposito

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Ca c'est ne pas un joint

Nelle scuole italiane i ragazzi si drogano. Come affrontare questa evidenza, senza la solita dose di paternalismo ipocrita? Come invertire la tendenza che porta frequentemente tanti adolescenti a voler cercare nuovi percorsi portandoli spesso a scoprire quelli più pericolosi? In che modo fornire le basi per scongiurare reiterate tragedie familiari che con l’informazione disponibile ai giorni nostri dovrebbero essere notevolmente diminuite?

La scuola, eterno cruccio di generazioni di giovani adulti che si accingono a diventare uomini.  All’interno delle scuole i ragazzi socializzano, imparano a scegliere e fanno, in un certo senso, le prime esperienze che nel bene e nel male li porteranno ad essere gli uomini che saranno.

Fra le altre cose, all’interno della scuola, gli adolescenti fanno il loro incontro con il mondo degli stupefacenti, legali ed illegali, e proprio la delicatezza della loro età e il potenziale distruttivo di queste sostanze sono il tema attorno al quale ruota questa riflessione. Leggi il seguito di questo post »

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maggio 26, 2010 at 1:29 pm

VIOLENZE E LIBERISMO. Un impegno collettivo contro il neoautoritarismo. Di Salvatore Palidda

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Il Tribunale di Genova ha condannato tutti gli imputati per il processo per l’assalto alla scuola Diaz. Vertici ed esecutori, a differenza della sentenza di primo grado che vedeva pagare sono gli esecutori e impuniti i dirigenti. Sono passati 9 anni da quella tragica notte, i ricordi di una violenza ingiustificata commessa da quelli che dovrebbero essere i tutori della legge si è solo affievolita con la condanna di ieri. La presa di posizione di Maroni che rinnova la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine è una ferita scontata per chi è abituato a conoscere le mosse dello stato nel coprire, depistare e assolvere i propri funzionari anche quando, di rado, la magistratura afferma il contrario. Senza entrare nel merito delle condanne che saranno appellate in Cassazione e che non porteranno fino ad allora nessun funzionario interdetto dai pubblici uffici né tanto meno a pagare con la detenzione il proprio sconsiderato comportamento, Il Secolo 21 propone questa riflessione accorata, mutuata dal Manifesto, di Salvatore Palidda, professore universitario, studioso delle polizie post moderne, che contestualizza questa sentenza alla luce della violenza pervasiva che caratterizza le nostre, spesso inutilmente resistenti, esistenze.

Il palazzo di Giustizia di Genova

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maggio 20, 2010 at 12:54 pm

Il sistema di potere in Liguria e la società civile. Incontro con Cristian Abbondanza della Casa della legalità di Genova.

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Certe lotte benché riconosciute da tutti pubblicamente come necessarie e fondamentali per lo sviluppo di questo paese sono spesso combattute da sparuti gruppi di cittadini civilmente inviperiti contro il dilagante malaffare che caratterizza l’Italia del XXI secolo. Una di queste lotte è quella contro le commistioni di interessi fra criminalità organizzata e sistema politico.

La criminalità organizzata rappresenta in Italia l’impresa con maggiori proventi e possibilità di sviluppo, quali sono le responsabilità degli amministratori pubblici nel concorrere a creare le basi per questa fertilità economica?

Il Secolo 21 lo domanda a Cristian Abbondanza della Casa della Legalità di Genova: le sue osservazioni sono uno schietto atto di accusa diretto e imbarazzante verso l’attuale status quo genovese e ligure. Leggi il seguito di questo post »

Pandillas latinas a Genova. Fra speculazione mediatica e disinteresse istituzionale.

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I ragazzi dei Nietas ritratti al Centro sociale Zapata di Sampierdarena

L’incontro del Secolo 21 con i latinos di Genova è una traiettoria scontata. Dopo anni e anni di disinformazione e di attuazione ad hoc della strategia del mostro in prima pagina, questo articolo cerca di bilanciare la marea disinformativa che ha spesso circoscritto e denunciato come nuovo pericolo cittadino il mondo dei giovani immigrati sudamericani e il loro stile di vita. Di seguito una testimonianza schietta che senza fronzoli riporta l’eco di un percorso vissuto spesso ai margini, nelle piccole cose, soprattutto della versione ufficiale.

Di fronte a G., componente dei Nietas, il dialogo è spiccio, diretto a raddrizzare le tante fandonie di pagine e pagine di cronaca cittadina: dalle parole emerge un mondo ignorato, negato e criminalizzato. Dalla scuola allo spaccio, dopo brevi e precarie esperienze lavorative, il passo è spesso veloce, chi direbbe indotto, chi forzato. L’illegalità si mastica con familiarità, la riflessione spinge a cogliere un cammino segnato da leggi discriminatorie, un percorso per molti aspetti prescritto con il benestare di tutte le istituzioni. Leggi il seguito di questo post »

Il suq di Via Turati e il destino degli ambulanti.

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Ora di pranzo inoltrata in Via Turati c’è il mercato dell’usato. Abusivo. Più che un mercato dell’usato, tra l’altro, questa riunione di merci ed intenti è un bazar dell’abbandonato, il dismesso, cercato dentro i bidoni e gli Staccapanni di una città che ogni giorno lascia sulla strada i più disparati oggetti. Scarpe a 5 euro, vestiti, magliette, giubbotti, e  poi ancora: caricabatterie di ogni tipo, cd musicali, cianfrusaglie e ogni genere di affare sottratto, da questo riciclaggio inedito, alla discarica comunale e portato ad avere una nuova vita e dignità commerciale dall’ingegnosità e intraprendenza della folla eterogenea dei venditori.

Il bazar di Via Turati. Giorno feriale, ora di pranzo.

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aprile 26, 2010 at 9:20 am

La mia Guerra. “Se non è un partigiano non mi sposo”. Di Maria Maira.

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Maria Maira, racconta al Secolo 21 i suoi ricordi di quando piccina, visse la guerra, la resistenza e gli stenti di quei tragici periodi. In onore del 25 Aprile riportiamo integralmente la sua preziosa testimonianza. Un affresco di quei tempi senza la retorica delle manifestazioni ufficiali.

Maria Maira allo sciopero degli stranieri del primo marzo

Sono nata nel 1928, quindi nel 1940 allo scoppio della guerra avevo 12 anni. Avevo trascorso fino ad allora una vita serena con i miei genitori e tre fratelli. Mio padre, Giuseppe Maira, era dottore in economia e commercio con incarichi di amministratore giudiziario presso il Tribunale, e insegnante di computisteria e ragioneria, mentre mia madre era casalinga. Un fratello di un anno più giovane di me era in collegio, il terzo fratello aveva sei anni e la sorellina era nata il 12 ottobre del 1940. Abitavamo nel centro di Genova, in Galleria Mazzini, al numero 1 interno 6; qui mio padre aveva anche il suo studio e dava lezioni di matematica. Leggi il seguito di questo post »