Il Secolo 21

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Onorevole Giovanardi qualche domanda. Di Carlos Rafael Esposito

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Carlo Giovanardi. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri..

Oggi a Genova, si è concluso l’evento organizzato dal Centro di solidarietà Bianca Costa, che ha riunito il Gotha internazionale delle comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti. Fra i presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.

Non avendo potuto rivolgergli delle domande, vorrei far circolare queste riflessioni sperando che servano ad arricchire il dibattito sul ruolo dell’apparato sociale per il recupero del drogato, liquidato da  Giovanardi, sicuramente per brevità di sintesi, con le seguenti testuali parole: “Chi fa uso di sostanze è una vittima dei disastri planetari che la droga produce. Non esiste il diritto a drogarsi, è comunque illecito“.

Perfetto, chiarissimo. Spiace che nella platea fra tutte le istituzioni in lustro, Regione con Burlando e Montaldo, Comune con Roberta Papi, Provincia con Milò Bertolotto e poi Repetto (tutti insomma rappresentanti del centro sinistra) nessuno, a mio sentito dire, abbia provato a problematizzare, a mettere un pò di polemica, a dare un’altra versione. Ognuno ha le sue idee e la propria missione, ci mancherebbe, quello che fa pensare è che in questa giornata, non si sia sentito un solo accenno di contrarietà, come se tutti fossero d’accordo con la linea dell’onorevole sottosegretario. A me pare strano, ed eccovi quindi di seguito, le riflessioni su guerra alla droga e criminalità organizzata e qualche domandina antiproibizionista per Giovanardi. Leggi il seguito di questo post »

La scuola italiana fra integrazione e interazione. Di Simohamed Kaabour

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Ventidue anni fa, mio padre decise di cercar fortuna in Europa. Capitò in Italia declinando la Francia come paese di approdo perché in quegli anni, la fine degli anni Ottanta, il «bel paese» era celebre per la sua accoglienza. Lì riprese il suo vecchio mestiere e decise di attuare un ricongiungimento familiare. Noi arrivammo a Genova all’inizio degli anni novanta, quando «lo straniero» godeva ancora di quella sua aria esotica e misteriosa. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 27, 2010 at 7:45 am

L’ora di stupefacenti: per una nuova pragmatica scolastica. Di Carlos Rafael Esposito

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Ca c'est ne pas un joint

Nelle scuole italiane i ragazzi si drogano. Come affrontare questa evidenza, senza la solita dose di paternalismo ipocrita? Come invertire la tendenza che porta frequentemente tanti adolescenti a voler cercare nuovi percorsi portandoli spesso a scoprire quelli più pericolosi? In che modo fornire le basi per scongiurare reiterate tragedie familiari che con l’informazione disponibile ai giorni nostri dovrebbero essere notevolmente diminuite?

La scuola, eterno cruccio di generazioni di giovani adulti che si accingono a diventare uomini.  All’interno delle scuole i ragazzi socializzano, imparano a scegliere e fanno, in un certo senso, le prime esperienze che nel bene e nel male li porteranno ad essere gli uomini che saranno.

Fra le altre cose, all’interno della scuola, gli adolescenti fanno il loro incontro con il mondo degli stupefacenti, legali ed illegali, e proprio la delicatezza della loro età e il potenziale distruttivo di queste sostanze sono il tema attorno al quale ruota questa riflessione. Leggi il seguito di questo post »

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maggio 26, 2010 at 1:29 pm

Scuola, la fuga degli alunni stranieri. Di Domenica Canchano

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Tratto da Metropoli Genova.


Lin, 15 anni, cinese di Zhejiang, ha lasciato dopo la prima bocciatura. Tre anni fa aveva raggiunto i genitori, voleva integrarsi e sentiva che la scuola era la strada giusta. Però lo hanno messo in prima media, con quelli più piccoli. Ci ha provato – giura – ma nessuno lo capiva e allora ha detto basta. E così Rachid, 12 anni, marocchino, che invidiava i ragazzi latino-americani perché loro l´italiano lo capivano e lui, niente: solo il francese. E Gustavo, 14 anni, che in Ecuador ha lasciato gli amici e qui non ci vuole proprio stare.Tra medie inferiori e superiori, quest´anno i ragazzi stranieri che hanno lasciato la scuola a Genova sono 1.747.

La prima integrazione è quella scolastica

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novembre 10, 2009 at 1:15 pm