Il Secolo 21

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Storia di un interinale di provincia. (Ultima puntata). Di Paolo Odello

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Terza e ultima puntata nel mondo del lavoro precario all’interno di una fabbrica del ponente ligure. L’elezione della rappresentanza sindacale, la prima nella storia della fabbrica, la paura di ritorsioni, quando il rinnovo del contratto è appeso al filo della propria docilità; storie di uomini che ci mettono la faccia e uomini che non si vogliono esporre, speranza, disperazione, orgoglio e codardia: storie del ventunesimo secolo nella lotta quotidiana per un lavoro degno di un paese civile.

Il nuovo compagno, Marco, questa mattina non parla. Incazzato nero si esprime soltanto a monosillabi.

Gli hanno rinviato di una settimana la visita medica per il porto d’armi. Ha fatto domanda alla Vigilanza come guardia giurata. Pensa solo al giorno delle dimissioni volontarie e all’assemblea non ci sarà.

“Un lavoro sicuro” dice. “Contributi pagati e tredicesima, un lavoro che mi permetterà di mettere in cantiere quel bambino che vogliamo tanto”.

È un interinale e come tutti vuole sicurezza. Sono quindici giorni che aspetta. Conta anche i minuti che lo separano dalle dimissioni.

“Qualsiasi cosa è meglio di questa merda”. Leggi il seguito di questo post »

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Written by Il Secolo21

settembre 6, 2010 at 7:26 am

Storia di un interinale di provincia (seconda puntata). Di Paolo Odello

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Continua la saga dell’interinale di Provincia raccontata da Paolo Odello. Lavoratori che si affannano a discutere dei propri diritti durante la pausa, il senso di spaesamento è grande, solo l’esperienza aiuta a capire dove e come si possono godere di indennità,  tra altro previste dalla legge, ma non corrisposte dall’azienda. E i diritti si conquistano sul campo, nella quotidianità del lavoro, nella fatica, che diventa rabbia e coraggio di rivendicare quello che spetta. Eravamo rimasti alla mensa, dopo la mattinata alle presse gli operai, si ritrovano per mangiare. E si discute di buste paga…

“Tu quanto hai in busta?”

“Più o meno sui novecento, euro più euro meno”

Più o meno. Una risposta non si nega a nessuno, ma la cifra esatta no, quella non si dice. Con quel misto di paura e pudore tutto contadino si gira intorno alla risposta. Circa, più o meno, dicono. Di cifre esatte non si parla. Malfidenti per natura giocano in difesa: “A lui cosa interessa quanto prendo io?”.

“Sui novecento non ci arrivo nemmeno con tutto lo straordinario fatto a maggio” Leggi il seguito di questo post »

Written by Il Secolo21

agosto 30, 2010 at 10:13 am

Storia di un interinale di provincia. (Prima puntata). Di Paolo Odello

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Continua la storia a puntate del nostro interinale di provincia. Il lavoro in fabbrica e le riflessioni di metalmeccanico, il ritmo della produzione, il tempo umano, la sicurezza e l’alienazione vissuta minuto per minuto.
Storie operaie che si intrecciano, destini paralleli dai contorni precari.

Per i lettori del Secolo 21 il viaggio del giornalista Paolo Odello nel mondo della produzione industriale.
Buona lettura e alla prossima puntata.

Precario. Andrea Bodon

Le sei e un quarto. Primo turno, reparto presse. Lunedì mattina. La settimana è appena cominciata. Senza uno sforzo supplementare di memoria è difficile credere che esistano veramente il sabato e la domenica.

Sono entrato da soli quindici minuti, un’eternità. Il ritmo della macchina già mi ronza nella testa, come se non me ne fossi mai staccato.
Tump, flop.Tump,flop.
Le cuffie calcate sulle orecchie per non sentirlo, per riuscire ancora a pensare.
Il ritmo della pressa però non ti molla, ti entra dentro. È proprio dentro di te che i suoni della fabbrica prendono corpo, esplodono togliendoti la parola, il pensiero.
Tump, flop. Leggi il seguito di questo post »

Written by Il Secolo21

agosto 23, 2010 at 10:26 am

Storia di un’interinale di provincia. A Cura di Paolo Odello

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Le pagine estive del Secolo 21 presentano il lavoro di Paolo Odello, giornalista del Ponente ligure: Colloquio e Storie di Fabbrica. Uno spaccato narrativo-giornalistico, vissuto in prima persona, sul mondo del lavoro precario. Un passaggio diretto nel mondo della produzione post moderna, passando attraverso l’agenzia di smistamento interinale, per approdare ad un contratto lavorativo neo schiavistico, dove il lavoro è inteso come concessione e non più come diritto. Il lavoratore, i tempi di produzione, le relazioni di fabbrica, la condizione dell’operaio in esubero.

Durante le prossime settimane con l’espediente della narrazione a puntate il Secolo 21 proporrà questo lavoro, cruciale per comprendere le dinamiche fondamentali entro le quali si inscrivono i nuovi processi che regolano il mondo del lavoro in questa epoca di ristrutturazione industriale e ripensamento dei rapporti di potere che nascono e crescono nel campo della produzione di massa mondiale.

Pronti per il colloquio?

“Colloquio”, che nell’idea di una raccolta dei vari reportage sul nuovo mondo del lavoro, avrebbe dovuto essere il prologo, l’antefatto che introduceva in argomento, e “Una storia di fabbrica”, premio Paola Biocca 2004 e pubblicata in forma ridotta con il titolo “L’interinale di provincia” su Diario della Settimana nell’autunno 2002, sono parte di lavoro più ampio su flessibilità e sommerso.

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agosto 17, 2010 at 12:37 pm

Precarietà e grande distribuzione. Intervista a Renato Curcio

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Reanto Curcio

Renato Curcio racconta con lo sguardo della ricerca sociale, attraverso il lavoro editoriale della casa editrice Sensibili alle foglie, i cambiamenti in atto nella società contemporanea. Quale sarà il ruolo della grande distribuzione nello sviluppo della precarietà? Quale sarà il futuro del precario contemporaneo nel prossimo orizzonte?

In seguito alla recente approvazione della direttiva Bolkestein che apre il mondo dei mercati rionali agli investimenti delle grandi società di capitale, sottraendo di fatto alla conduzione familiare (2319 solo nella provincia di Genova le famiglie impiegate nel settore)  il monopolio del commercio ambulante, può risultare utile l’analisi condotta sul campo: la grande distribuizione organizzata e i lavoratori che vi sono impiegati.

Come cambia la vita delle persone quando cambiano i modelli di consumo? Come vengono ridefiniti i rapporti di potere fra consumatore ed azienda produttrice, nell’ambito della grande distribuzione organizzata?

Quali sono le prospettive di sviluppo di questo paese?

Nei libri da lui curati Renato Curcio racconta un futuro lavorativo costituito dal mobbing sistematico, strutturale e preventivo. Una futura nemesi tra il lavoratore e l’azienda a scapito della vita privata e familiare. Una normalizzazione della sofferenza sul posto di lavoro e uno svuotamento delle ipotesi di miglioramento. La precarietà non sembra più essere, come negli anni passati, una terribile congiuntura temporanea. La precarietà è diventata invece una strategia di gestione della vita sociale. Che orizzonti apre questo passaggio da una precarietà temporanea a una precarietà strutturale? Leggi il seguito di questo post »

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marzo 22, 2010 at 4:02 pm

Foto di gruppo con nessuno. Quando sono gli italiani a emigrare.Di Massimiliano Crociatelli

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L'emigrazione dei giovani italiani all'estero rappresenta un fenomeno sottovalutato

Ripenso a scene di film o di romanzi: escamotage narrativo, il protagonista prende in mano una foto di quando era giovane in compagnia degli amici e inizia a pensare. Fin dove è arrivato uno, la carriera fatta dal meno studioso della classe e l’inaspettato fallimento del secchione. Riporto questa scena nella vita reale e anch’io inizio a pensare dove siano arrivati quei giovani nella foto e la risposta spesso è una sola: lontano. Non lontano in senso metaforico, ma geografico.

Giorgio lavora a Madrid, Emanuele a Barcellona, Francesca a Parigi, Greta a Lisbona. Facce cresciute in quei tre o quattro chilometri di paesino ligure, quasi tutti indirizzati agli studi universitari, a volte a master e stage. Come Elena che lavora e vive a Sidney con la sua laurea conseguita in Italia e il suo Erasmus alla Rey Juan Carlos di Madrid; e l’elenco continua senza sosta con Daniele che lavora a New York, Eden a Londra, Alessandra a Madrid, Emiliano e Simone a Hong Kong, Elisa a Barcellona. Leggi il seguito di questo post »

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marzo 21, 2010 at 6:15 pm

Regionali. Laura Paleari: “La vera cura efficace non può prescindere dalla ricerca”

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Laura Paleari, ricercatrice.

Laura Paleari è una ricercatrice dell’Istituto tumori del San Martino. Precaria da 14 anni, attualmente si occupa di target terapeutici per il cancro alla mammella: per i non tecnici, raffina in anticipo le cure che i malati assumono.

Per inciso, il tumore del seno colpisce 1 donna su 10. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 25 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne. In Italia ne sono diagnosticati quasi 40 mila casi all’anno.

Laura mi racconta con due parole la missione del suo mestiere: “La vera cura efficace non può prescindere dalla ricerca.”

Dal 2001 come portavoce del coordinamento precari della ricerca lotta per far ascoltare le rivendicazioni dei lavoratori agli interlocutori istituzionali di turno.

Quali sono i punti principali del vostro programma?

I punti principali sono: acqua pubblica, reddito sociale, energie rinnovabili e nuove tecnologie. No al nucleare, scuola e sanità pubbliche con termine dei finanziamenti al privato, laicità e diritti per tutti. Pochi punti ma sostanziali e concreti. Infatti la realizzazione di tutti e cinque avrebbe, nell’immediato, un effetto sulla qualità della vita della popolazione ligure in termini economici e sociali. Leggi il seguito di questo post »