Il Secolo 21

Approfondimenti, interviste, voci. Per non perdere la bussola.

Posts Tagged ‘IMMIGRAZIONE

La scuola italiana fra integrazione e interazione. Di Simohamed Kaabour

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Ventidue anni fa, mio padre decise di cercar fortuna in Europa. Capitò in Italia declinando la Francia come paese di approdo perché in quegli anni, la fine degli anni Ottanta, il «bel paese» era celebre per la sua accoglienza. Lì riprese il suo vecchio mestiere e decise di attuare un ricongiungimento familiare. Noi arrivammo a Genova all’inizio degli anni novanta, quando «lo straniero» godeva ancora di quella sua aria esotica e misteriosa. Leggi il seguito di questo post »

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Written by Il Secolo21

settembre 27, 2010 at 7:45 am

O Barcellona o morte. L’Italia secondo Lamine.

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Continua il viaggio del Secolo 21 nel mondo dell’immigrazione. La parola in prima persona a chi abbandona il proprio paese tentando la fortuna in Europa e in questa sempre più intollerante Italia. Le prospettive, speranze e paure di chi in Italia viene per dare un futuro migliore alla propria famiglia.

Lamine in piazza De Ferrari

 

 

 

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luglio 6, 2010 at 7:52 am

Il razzismo elegante fra le parole. Di Giacomo Solano

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In questi anni si fa un gran parlare del fenomeno immigrazione senza sapere veramente di cosa si discorre. Molti giornali, telegiornali e pseudo-esperti raccontano l’immigrazione sbagliando già la base del discorso: chi parla, spesso, utilizza una terminologia erronea e approssimativa in modo da fuorviare l’audience e indirizzare parti dell’opinione pubblica verso una determinata opinione (spesso contraria e discriminatoria verso gli immigrati). L’uso di termini di per sé già carichi di un significato valoriale e di giudizio inficia di fatto la possibilità di un approccio sereno verso i fenomeni migratori: approccio che dovrebbe radicalmente cambiare a partire quindi dalle parole usate.

Già nelle parole cominciano i processi discriminatori.

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luglio 1, 2010 at 1:12 pm

Il Secolo 21 e Fortress Europe: il fronte interno e il fronte esterno della globalizzazione.

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Al Suq di Caricamento ho avuto la fortuna di ascoltare un collega davvero bravo e determinato: Gabriele Del Grande. Autore del blog Fortress Europe a Genova per presentare la sua nuova fatica, frutto di tre anni di inchiesta: “Il Mare di mezzo”, ovvero le storie di immigrazione che passano per il Mediterraneo e ci restano loro malgrado. Un libro crudo e poetico come la vita, fondamentale per comprendere le dinamiche che spingono tanti giovani di tutta l’Africa a rischiare la vita per cominciarne una nuova.

L’incontro con questo giovane giornalista mi ha fatto anche riflettere sul significato del lavoro di documentazione che propongo sul Secolo 21, se Gabriele infatti si occupa del fronte esterno, cioè che succede agli immigrati prima che giungano in Europa, il mio lavoro si occupa essenzialmente del fronte interno, complementare al primo, e cioè come e con che pratiche vengono trattati gli stranieri una volta giunti nella Fortezza Europa.

Per approfondimento leggi anche: Immigrazione e precarietà: il fronte interno della globalizzazione.

Questo fine settimana a Genova arriverà la Nave dei diritti con lo Sbarco, un momento dal forte valore simbolico per ribadire l’estraneità di tanti italiani alle attuali logiche legislative razziste e discriminatorie. Di seguito la presentazione, come Comitato Primo marzo, a Telenord.

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giugno 23, 2010 at 9:22 am

L’Arizona, l’America e la lega anti immigrazione. Di Saskia Sassen

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Asettico il muro che separa l'essere umano dal suo simile a Gaza come nelle Americhe.

Le misure repressive adottate dallo stato dell’Arizona nei confronti dei residenti irregolari, rappresentano parte di una politica più ampia diretta al controllo degli immigrati.

Gli Stati Uniti, in questo campo,  hanno fatto ricorso ad un’azione statale che si può considerare estrema. Si tratta di una lunga storia, che comprende alti e bassi. L’attuale fase d’azione massiccia dello Stato è incominciata negli anni ‘90 con Bill Clinton. Ma gli Stati Uniti non sono i soli. Alcuni dei più potenti Stati nel mondo: Inghilterra, Francia, Italia, hanno riorientato in maniera crescente grande parte delle loro burocrazie statali per controllare, scovare, fermare, internare e deportare gli immigrati più marginali e più vulnerabili. Leggi il seguito di questo post »

I falsi miti sull’immigrazione. Di Giacomo Solano

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Il tema dell’immigrazione connesso a quello della sicurezza è divenuto ormai una questione fondamentale del dibattito pubblico. Sotto questo profilo gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dal dilagare della paura verso l’altro e ciò è avvenuto soprattutto in relazione al presunto rapporto fra immigrazione clandestina e aumento della criminalità.

Bisogna, a questo punto, mettere in evidenza come tutto scaturisca dalla violazione del divieto, ingiustificato, di emigrare che porta quindi alla clandestinità e a tutti i rischi che ne conseguono. Inoltre molti italiani sono spaventati dall’attribuzione ai migranti di privilegi e benefici legati all’assistenza del cittadino da parte dello Stato: essi temono che ciò accentui la riduzione dei benefici che essi godono. Ma descrivere gli immigrati come coloro che ci “rubano” il lavoro e ci rendono più difficoltoso l’accesso ai servizi è dare una visione distorta, tendenziosa  e perfino razzista della realtà.

Obiezione è quando dico: questo non mi va bene. Resistenza è quando rendo sicuro che ciò che non mi piace non succederà più. Ulriche Meinhof. Foto di Alejandra Daglio

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maggio 31, 2010 at 9:20 am

Abitavo a Nervi e adesso sono in un CIE.

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Centro di identificazione ed espulsione. Corso Brunelleschi Torino.

A. abitava a Nervi, adesso è in un CIE  a Torino in Corso Brunelleschi dove esiste una di quelle strutture istituite con la legge Turco Napolitano: prima si chiamavano CPT, Centri di permanenza Temporanea, adesso invece l’acronimo è stato traslato in Centri di Identificazione ed Espulsione. La sostanza comunque non cambia, chi si trova rinchiuso lì dentro lo è su base amministrativa, non per un delitto commesso, ma per la semplice irregolarità di soggiorno. Che  però da agosto è diventata un reato.

A. è stato portato in Corso Brunelleschi direttamente dalla galera. Infatti si trovava recluso, dopo aver scontato diverse condanne cumulate per diversi processi, da un periodo di 6 anni e mezzo.

Senza troppi giri di parole questa testimonianza riporta chi ascolta nella dimensione più nascosta di questo paese: la totale inottemperanza dei diritti umani per le persone che non hanno un santo in paradiso. Leggi il seguito di questo post »