Il Secolo 21

Approfondimenti, interviste, voci. Per non perdere la bussola.

Archive for giugno 2010

Il cinquantesimo del 30 giugno 1960. Che successe a Genova?

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Siamo giunti alla commemorazione degli scontri di piazza avvenuti a Genova il 30 giugno di 50 anni fa. Perché quelle giornate sono importanti da ricordare per chi c’era e ancor di più per chi non vi era? Il Secolo 21 lo ha chiesto a Fulvio Cerofolini, presidente provinciale dell’ANPI, uno degli animatori di quelle giornate. In questi giorni durante i quali Gianni Plinio, non eletto alle regionali, ma sempre pronto a sparigliare le carte ad un revisionismo in chiave astorica e auto assolvente,  si appella allo stato perché la Regione Liguria ha finanziato le iniziative di commemorazione, di fatti proclamati a sua detta come eversivi, la necessità di ascoltare un testimone diretto dei fatti, del contesto storico/politico, internazionale, nazionale e genovese svela la possibilità di costruirsi la propria opinione possibilmente al di fuori delle campane ideologiche e delle sirene revisioniste. Sino a che combattere il fascismo in questo paese sarà un valore e sino a quando la lotta aperta contro gli abusi di questi tempi sarà bollata come sovversiva, ci si potrà ricordare sempre di come la storia sia fatta dai protagonisti, spesso rimasti all’ombra, piuttosto che dagli storici, gli analisti della politica, i professionisti della stessa e i funzionari dei tribunali.

On. Fulvio Cerofolini. Presidente provinciale ANPI. Foto Alejandra Daglio

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giugno 28, 2010 at 9:16 am

Il Secolo 21 e Fortress Europe: il fronte interno e il fronte esterno della globalizzazione.

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Al Suq di Caricamento ho avuto la fortuna di ascoltare un collega davvero bravo e determinato: Gabriele Del Grande. Autore del blog Fortress Europe a Genova per presentare la sua nuova fatica, frutto di tre anni di inchiesta: “Il Mare di mezzo”, ovvero le storie di immigrazione che passano per il Mediterraneo e ci restano loro malgrado. Un libro crudo e poetico come la vita, fondamentale per comprendere le dinamiche che spingono tanti giovani di tutta l’Africa a rischiare la vita per cominciarne una nuova.

L’incontro con questo giovane giornalista mi ha fatto anche riflettere sul significato del lavoro di documentazione che propongo sul Secolo 21, se Gabriele infatti si occupa del fronte esterno, cioè che succede agli immigrati prima che giungano in Europa, il mio lavoro si occupa essenzialmente del fronte interno, complementare al primo, e cioè come e con che pratiche vengono trattati gli stranieri una volta giunti nella Fortezza Europa.

Per approfondimento leggi anche: Immigrazione e precarietà: il fronte interno della globalizzazione.

Questo fine settimana a Genova arriverà la Nave dei diritti con lo Sbarco, un momento dal forte valore simbolico per ribadire l’estraneità di tanti italiani alle attuali logiche legislative razziste e discriminatorie. Di seguito la presentazione, come Comitato Primo marzo, a Telenord.

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giugno 23, 2010 at 9:22 am

L’Arizona, l’America e la lega anti immigrazione. Di Saskia Sassen

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Asettico il muro che separa l'essere umano dal suo simile a Gaza come nelle Americhe.

Le misure repressive adottate dallo stato dell’Arizona nei confronti dei residenti irregolari, rappresentano parte di una politica più ampia diretta al controllo degli immigrati.

Gli Stati Uniti, in questo campo,  hanno fatto ricorso ad un’azione statale che si può considerare estrema. Si tratta di una lunga storia, che comprende alti e bassi. L’attuale fase d’azione massiccia dello Stato è incominciata negli anni ‘90 con Bill Clinton. Ma gli Stati Uniti non sono i soli. Alcuni dei più potenti Stati nel mondo: Inghilterra, Francia, Italia, hanno riorientato in maniera crescente grande parte delle loro burocrazie statali per controllare, scovare, fermare, internare e deportare gli immigrati più marginali e più vulnerabili. Leggi il seguito di questo post »

Globalizzazione e guerra fra poveri e nuovi poveri: il commercio ambulante genovese.

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Il mercato svolge una funzione sociale cruciale rispetto alla grande distribuzione: prossimità, contatto diretto, dialogo, purtroppo l'importanza di quel che si ha si capisce quando lo si perde.

Globalizzazione. Il mercato, il capitale, la forza lavoro. Mentre in Italia esistono studi sull’invasione degli animali stranieri e sulle conseguenze nocive per la fauna autoctona, pensiamo ai piccoli scoiattoli italiani del parco di Nervi, la cui specie è stata sottomessa dai più grandi scoiattoli americani, come per i gamberi di fiume nella bassa Padania, in via di estinzione per colpa del cugino gambero americano, e mentre si riflette sulle conseguenze nefaste, per la biodiversità, della scomparsa di queste speci, in Italia si consuma senza nessuna riflessione l’estinzione di un’altra categoria: questa volta però sono esseri umani e sono gli operatori del commercio ambulante. Il Secolo 21 ha intervistato un venditore ambulante genovese lasciando spazio alle motivazioni delle sue difficoltà per campare.

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La telecamera intelligente e le conseguenze sociali della videosorveglianza.

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Questa è un'area videosorvegliata. Le telecamere sono sensibili a determinati comportamenti ritenuti potenzialmente pericolosi.

Prendendo spunto dall’articolo trovato sul sito Revuelta social (in merito all’arrivo a Milano delle telecamere intelligenti che individuano i writers e i presunti terroristi), Il Secolo 21 ha deciso di tornare ad occuparsi del tema videosorveglianza, proponendo nuove riflessioni per approfondire questo tema dato ormai così per scontato e quindi accettato acriticamente dalla maggioranza.

Le telecamere, come sappiamo, sono diventate una costante del nostro vivere: nel giro di qualche anno le troviamo nei più disparati luoghi, intente a riprendere la vita che si svolge sotto le loro disposizioni elettroniche. Per fare il punto della situazione, per avere un’idea di quanto sia sviluppato il fenomeno videosorveglianza niente di meglio che due prof. del gruppo di studi italiano sulla videosorveglianza, Chiara Fonio dell’università cattolica di Milano e Davide Calenda dell’università di Firenze. Cerchiamo con loro di fare finalmente chiarezza sulla videosorveglianza: tecnologia dall’efficacia reale o solamente presunta? Leggi il seguito di questo post »

Tessera del tifoso? Informazioni per l’(ab)uso. Di Giacomo Solano

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Andare allo stadio è diventato più complicato che entrare in tribunale

Da mesi ormai è aperto il dibattito riguardo alla cosiddetta “Tessera del tifoso” fortemente voluta dall’attuale Ministro degli Interni Roberto Maroni. Tessera del tifoso che dovrebbe essere adottata dalle società a partire da quest’anno. La situazione però non è molto chiara e per questo abbiamo deciso di sentire l’avvocato Giuseppe Milli, avvocato penalista, esperto in diritto sulla legislazione inerente agli stadi.

Innanzitutto può spiegare per chi non lo sapesse cos’è la tessera del tifoso?

La Tessera del Tifoso altro non è che uno strumento simile ad una carta di credito dotato di memoria (o altro?) (il famigerato chip con tecnologia RFID –Radio Frequenza a Identificazione a Distanza) imposto ai tifosi che vorranno andare in trasferta nel settore ospiti o fare l’abbonamento per la squadra del cuore. In realtà la Tessera servirà anche per avviare una gigantesca operazione di marketing attraverso un presunto sistema di fidelizzazione del tifoso che vede coinvolti istituti bancari e società per azioni.

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giugno 9, 2010 at 3:19 pm

Sorvegliato speciale. Dissenso e repressione, intervista a Luca Bertola

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Il tribunale di Genova oggi decide sul caso Bertola, l’anarchico valdostano, per il quale il questore Piritore e la DIGOS genovese hanno chiesto, secondo la legge 1423 del 1956, un provvedimento di Sorveglianza Speciale. Citando gli atti ufficiali, nello specifico, il questore Piritore afferma di Luca Bertola: “ è una persona che compie reati di particolare allarme sociale che ben evidenziano una forte propensione a non volersi integrare nella società, a non voler rispettare e riconoscere le Istituzioni quali fondamento della convivenza civile […] Egli si scontra contro di esse con atteggiamento violento ed ostile tenendo un comportamento di sfida e di aggressione verso i tutori dell’ordine. E’ per questa serie di considerazioni che si ritiene opportuno proporre il Bertola per la sottoposizione alla Sorveglianza Speciale, nel tentativo di ricondurre lo stesso a parametri di vita sociale che corrispondano alla legalità ed al vivere civile,  limitandolo nelle uscite notturne, nella frequentazione di locali notturni, di persone pregiudicate e di non partecipare a pubbliche riunioni, imponendogli di cercare una stabile attività lavorativa con l’impegno di inserirsi nel tessuto sociale. Si ritiene che la durata della misura non debba essere inferiore ad anni due con l’obbligo di presentazione alla polizia di stato preposta alla sorveglianza almeno una volta alla settimana. Leggi il seguito di questo post »

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giugno 7, 2010 at 8:09 am