Il Secolo 21

Approfondimenti, interviste, voci. Per non perdere la bussola.

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Onorevole Giovanardi qualche domanda. Di Carlos Rafael Esposito

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Carlo Giovanardi. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri..

Oggi a Genova, si è concluso l’evento organizzato dal Centro di solidarietà Bianca Costa, che ha riunito il Gotha internazionale delle comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti. Fra i presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.

Non avendo potuto rivolgergli delle domande, vorrei far circolare queste riflessioni sperando che servano ad arricchire il dibattito sul ruolo dell’apparato sociale per il recupero del drogato, liquidato da  Giovanardi, sicuramente per brevità di sintesi, con le seguenti testuali parole: “Chi fa uso di sostanze è una vittima dei disastri planetari che la droga produce. Non esiste il diritto a drogarsi, è comunque illecito“.

Perfetto, chiarissimo. Spiace che nella platea fra tutte le istituzioni in lustro, Regione con Burlando e Montaldo, Comune con Roberta Papi, Provincia con Milò Bertolotto e poi Repetto (tutti insomma rappresentanti del centro sinistra) nessuno, a mio sentito dire, abbia provato a problematizzare, a mettere un pò di polemica, a dare un’altra versione. Ognuno ha le sue idee e la propria missione, ci mancherebbe, quello che fa pensare è che in questa giornata, non si sia sentito un solo accenno di contrarietà, come se tutti fossero d’accordo con la linea dell’onorevole sottosegretario. A me pare strano, ed eccovi quindi di seguito, le riflessioni su guerra alla droga e criminalità organizzata e qualche domandina antiproibizionista per Giovanardi. Leggi il seguito di questo post »

Qualcosa si muove nel PD di Genova? Aprite questa porta.

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Via XX settembre, il futuro, il bancone e il presente.

Strano ma vero, qualcosa è successo, sembra qualcosa abbia attecchito. Il PD ha organizzato un evento sul precariato: Aprite questa porta. A Torino, Bergamo, Milano, Roma e Padova.

A Genova, i più si guardavano perplessi, fra la fretta tutta  pendolare per tornare a casa e uno sguardo al banco dell’ortofrutta allestito in Via XX settembre sotto l’arco monumentale. Poi, ad un’occhiata un poco più cauta, sopra il banco della frutta lo stemma del partito che si vorrebbe riformista, che si dice riformista e che riformista non è. Un’idea partita dal Lab8 e da Oltre: giovani quadri nel partito che non vuole i giovani.

Sulla frutta esposta i saldi del mercato per i precari, lavoratori autonomi e donne lavoratrici. Una soluzione che aiuti a sostenere la flessibilità per quella che è: un nuovo paradigma del mondo del lavoro:

Reddito sociale e innalzamento dei contributi previdenziali a prescindere dai periodi d’inattività. Redistribuzione della ricchezza in tre parole. La strada inevitabilmente passa per questa direzione.

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settembre 21, 2010 at 1:31 PM

O Barcellona o morte. L’Italia secondo Lamine.

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Continua il viaggio del Secolo 21 nel mondo dell’immigrazione. La parola in prima persona a chi abbandona il proprio paese tentando la fortuna in Europa e in questa sempre più intollerante Italia. Le prospettive, speranze e paure di chi in Italia viene per dare un futuro migliore alla propria famiglia.

Lamine in piazza De Ferrari

 

 

 

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luglio 6, 2010 at 7:52 am

Il razzismo elegante fra le parole. Di Giacomo Solano

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In questi anni si fa un gran parlare del fenomeno immigrazione senza sapere veramente di cosa si discorre. Molti giornali, telegiornali e pseudo-esperti raccontano l’immigrazione sbagliando già la base del discorso: chi parla, spesso, utilizza una terminologia erronea e approssimativa in modo da fuorviare l’audience e indirizzare parti dell’opinione pubblica verso una determinata opinione (spesso contraria e discriminatoria verso gli immigrati). L’uso di termini di per sé già carichi di un significato valoriale e di giudizio inficia di fatto la possibilità di un approccio sereno verso i fenomeni migratori: approccio che dovrebbe radicalmente cambiare a partire quindi dalle parole usate.

Già nelle parole cominciano i processi discriminatori.

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luglio 1, 2010 at 1:12 PM

Il cinquantesimo del 30 giugno 1960. Che successe a Genova?

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Siamo giunti alla commemorazione degli scontri di piazza avvenuti a Genova il 30 giugno di 50 anni fa. Perché quelle giornate sono importanti da ricordare per chi c’era e ancor di più per chi non vi era? Il Secolo 21 lo ha chiesto a Fulvio Cerofolini, presidente provinciale dell’ANPI, uno degli animatori di quelle giornate. In questi giorni durante i quali Gianni Plinio, non eletto alle regionali, ma sempre pronto a sparigliare le carte ad un revisionismo in chiave astorica e auto assolvente,  si appella allo stato perché la Regione Liguria ha finanziato le iniziative di commemorazione, di fatti proclamati a sua detta come eversivi, la necessità di ascoltare un testimone diretto dei fatti, del contesto storico/politico, internazionale, nazionale e genovese svela la possibilità di costruirsi la propria opinione possibilmente al di fuori delle campane ideologiche e delle sirene revisioniste. Sino a che combattere il fascismo in questo paese sarà un valore e sino a quando la lotta aperta contro gli abusi di questi tempi sarà bollata come sovversiva, ci si potrà ricordare sempre di come la storia sia fatta dai protagonisti, spesso rimasti all’ombra, piuttosto che dagli storici, gli analisti della politica, i professionisti della stessa e i funzionari dei tribunali.

On. Fulvio Cerofolini. Presidente provinciale ANPI. Foto Alejandra Daglio

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giugno 28, 2010 at 9:16 am

La telecamera intelligente e le conseguenze sociali della videosorveglianza.

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Questa è un'area videosorvegliata. Le telecamere sono sensibili a determinati comportamenti ritenuti potenzialmente pericolosi.

Prendendo spunto dall’articolo trovato sul sito Revuelta social (in merito all’arrivo a Milano delle telecamere intelligenti che individuano i writers e i presunti terroristi), Il Secolo 21 ha deciso di tornare ad occuparsi del tema videosorveglianza, proponendo nuove riflessioni per approfondire questo tema dato ormai così per scontato e quindi accettato acriticamente dalla maggioranza.

Le telecamere, come sappiamo, sono diventate una costante del nostro vivere: nel giro di qualche anno le troviamo nei più disparati luoghi, intente a riprendere la vita che si svolge sotto le loro disposizioni elettroniche. Per fare il punto della situazione, per avere un’idea di quanto sia sviluppato il fenomeno videosorveglianza niente di meglio che due prof. del gruppo di studi italiano sulla videosorveglianza, Chiara Fonio dell’università cattolica di Milano e Davide Calenda dell’università di Firenze. Cerchiamo con loro di fare finalmente chiarezza sulla videosorveglianza: tecnologia dall’efficacia reale o solamente presunta? Leggi il seguito di questo post »

Archiviato il volo dalla caserma.

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La caserma di piazza Fossatello dove Farid Aoufi ha perso la vita il 6 novembre del 2008

Archiviato. Il caso di Farid Aoufi, l’algerino volato dalla finestra della stazione dei carabinieri di piazza Fossatello in pieno centro storico, nel novembre del 2008, è chiuso. La titolare del procedimento, il giudice Francesca Nanni, recentemente trasferitasi alla procura di Cuneo, non ha avuto dubbi tali da decidere di proseguire le indagini. La versione giudiziaria definitiva sarà dunque quella del suicidio di un ladro con numerosi precedenti penali che in un attimo di raptus e con traccie di cocaina ha deciso di concludere la sua esistenza mezzo finestra. La moglie Sandra, a un anno e sei mesi da quel giorno, ribadisce invece con convinzione la propria idea: ” Non ci credo che mio marito si sia buttato da solo, io non mi voglio arrendere. Anche il nostro medico legale ha affermato che i referti non contenevano traccie di cocaina: Farid non era sotto stupefacenti quel giorno. Perché si sarebbe dovuto buttare? A questa domanda probabilmente nessuno potrà più dare risposta.

Per un approfondimento su questa oscura vicenda:

Stefano Cucchi, Farid Aoufi e i secondini di Teramo. Leggi il seguito di questo post »

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giugno 4, 2010 at 8:20 am

I falsi miti sull’immigrazione. Di Giacomo Solano

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Il tema dell’immigrazione connesso a quello della sicurezza è divenuto ormai una questione fondamentale del dibattito pubblico. Sotto questo profilo gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dal dilagare della paura verso l’altro e ciò è avvenuto soprattutto in relazione al presunto rapporto fra immigrazione clandestina e aumento della criminalità.

Bisogna, a questo punto, mettere in evidenza come tutto scaturisca dalla violazione del divieto, ingiustificato, di emigrare che porta quindi alla clandestinità e a tutti i rischi che ne conseguono. Inoltre molti italiani sono spaventati dall’attribuzione ai migranti di privilegi e benefici legati all’assistenza del cittadino da parte dello Stato: essi temono che ciò accentui la riduzione dei benefici che essi godono. Ma descrivere gli immigrati come coloro che ci “rubano” il lavoro e ci rendono più difficoltoso l’accesso ai servizi è dare una visione distorta, tendenziosa  e perfino razzista della realtà.

Obiezione è quando dico: questo non mi va bene. Resistenza è quando rendo sicuro che ciò che non mi piace non succederà più. Ulriche Meinhof. Foto di Alejandra Daglio

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maggio 31, 2010 at 9:20 am

L’ora di stupefacenti: per una nuova pragmatica scolastica. Di Carlos Rafael Esposito

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Ca c'est ne pas un joint

Nelle scuole italiane i ragazzi si drogano. Come affrontare questa evidenza, senza la solita dose di paternalismo ipocrita? Come invertire la tendenza che porta frequentemente tanti adolescenti a voler cercare nuovi percorsi portandoli spesso a scoprire quelli più pericolosi? In che modo fornire le basi per scongiurare reiterate tragedie familiari che con l’informazione disponibile ai giorni nostri dovrebbero essere notevolmente diminuite?

La scuola, eterno cruccio di generazioni di giovani adulti che si accingono a diventare uomini.  All’interno delle scuole i ragazzi socializzano, imparano a scegliere e fanno, in un certo senso, le prime esperienze che nel bene e nel male li porteranno ad essere gli uomini che saranno.

Fra le altre cose, all’interno della scuola, gli adolescenti fanno il loro incontro con il mondo degli stupefacenti, legali ed illegali, e proprio la delicatezza della loro età e il potenziale distruttivo di queste sostanze sono il tema attorno al quale ruota questa riflessione. Leggi il seguito di questo post »

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maggio 26, 2010 at 1:29 PM

VIOLENZE E LIBERISMO. Un impegno collettivo contro il neoautoritarismo. Di Salvatore Palidda

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Il Tribunale di Genova ha condannato tutti gli imputati per il processo per l’assalto alla scuola Diaz. Vertici ed esecutori, a differenza della sentenza di primo grado che vedeva pagare sono gli esecutori e impuniti i dirigenti. Sono passati 9 anni da quella tragica notte, i ricordi di una violenza ingiustificata commessa da quelli che dovrebbero essere i tutori della legge si è solo affievolita con la condanna di ieri. La presa di posizione di Maroni che rinnova la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine è una ferita scontata per chi è abituato a conoscere le mosse dello stato nel coprire, depistare e assolvere i propri funzionari anche quando, di rado, la magistratura afferma il contrario. Senza entrare nel merito delle condanne che saranno appellate in Cassazione e che non porteranno fino ad allora nessun funzionario interdetto dai pubblici uffici né tanto meno a pagare con la detenzione il proprio sconsiderato comportamento, Il Secolo 21 propone questa riflessione accorata, mutuata dal Manifesto, di Salvatore Palidda, professore universitario, studioso delle polizie post moderne, che contestualizza questa sentenza alla luce della violenza pervasiva che caratterizza le nostre, spesso inutilmente resistenti, esistenze.

Il palazzo di Giustizia di Genova

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maggio 20, 2010 at 12:54 PM